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INVITI LOCKERZ
21:13
domenica, 25 ottobre 2009


Dopo un po’ di tempo che non scrivo, oggi vi voglio parlare di Lockerz.com un sito al quale sono iscritto da un po’ di tempo e che offre davvero funzioni interessanti…

Lockerz e’ un sito di una compagnia americana, e’ un sito che permette di accedervi solo tramite invito (per averne uno continuate a leggere, e’ davvero semplice oltre che gratuito!), ma quali funzioni ha? Cos’e’ che lo rende interessante? Il sito una volta registrati permette di guadagnare dei punti chiamati “Lockerz Point” da ora PTZ, questi PTZ possono essere guadagnati in diversi modi, quelli piu’ semplici sono accedere al sito ogni giorno, semplicemente effettuando il login e rispondendo alle “Dailies” ovvero domande giornaliere su vari argomenti (non e’ richiesta una conoscenza avanzata, le domande sono intuitive e sono al fine di far partecipare l’utenza alla vita del sito), ognuna di queste attivita’ vi dara’ dei PTZ.

Cosa ci facciamo con i PTZ guadagnati? E’ possibile riscattarli in una apposita area del sito con molti prodotti tecnologici e non, come ad esempio una PS3, la Nintendo Wii, iPod, MacBook, fotocamere e molto altro senza dover spendere nulla e soprattutto in massima tranquillita’.

La domanda che ora vi farete e’… dove sta la fregatura? Da nessuna parte, ovvero il sito guadagna dalla pubblicita’ che le aziende si fanno attraverso i prodotti e questo permette a Lockerz di poter offrire cio’ che offre, io personalmente non ho ancora avuto la possibilita’ di richiedere qualche “regalo” non avendo ancora PTZ a sufficienza pero’ ho avuto modo di scrivere al supporto per segnalare un bug riscontrato sul sito e mi hanno risposto in pochissimo tempo con la soluzione e in modo molto professionale, ma da quello che ho letto e dalla persona che mi ha invitato ho letto e sentito solo bene.

Per essere invitati, se volete, lasciate un commento a questo articolo con l’accettazione alla ricezione dell’invito e vi vedrete recapitare entro poche ore l’invito direttamente nella email (reale) che userete nel commento.

Attenzione, io non garantisco che il sito funziona non avendo potuto verificare con mano la qualita’ dello stesso, chi mi conosce sa’ che non aderisco a qualsiasi sito essendo molto scettico, ma se volete provare e spendere 3 minuti della vostra giornata a visitare il sito, cosi’ come sto facendo io, beh questo e’ il posto giusto dove poter iniziare, in fondo non costa nulla e magari vi trovate una bella PS3 slim a casa (quello che richiedero’ io…).

Cosa aspetti? Lascia il tuo commento per richiedere un invito…

ATTENZIONE: i commenti sono moderati, quindi non lo vedrete apparire subito, datemi il tempo di controllarli, ad invito inviato vedrete il vostro commento e la mia conferma dell’invio, grazie.



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Madonna: 'Michael Jackson era troppo timido'
18:17
domenica, 27 settembre 2009


Madonna: 'Michael Jackson era troppo timido'
tutto su: Madonna
Madonna pensava che Michael Jackson fosse "troppo timido". Parecchi anni fa la Material Mum e Jacko trascorsero alcuni giorni insieme a lavorare, ma dalla collaborazione non si materializzò mai alcun duetto anche perché Michael pensava che la musica dell'amica fosse "troppo provocante". "Passammo insieme un bel po' di tempo", ha detto Madonna, "e diventammo amici. Scrissi parecchi testi e glieli sottoposi, ma non ci fu mai alcun duetto. Lui non voleva essere provocante. Gli dissi: 'Beh, ma allora perché ti rivolgi a me?'. Cioé, è come chiedere a Quentin Tarantino di non mettere la violenza nei suoi film. Mi sembrò che fosse troppo inibito, troppo timido. Quando mi hanno detto che era morto, la prima cosa che mi è passata per la testa è stata la parola 'abbandonato'. Mi sembra che noi tutti lo avevamo abbandonato, l'avevamo messo in una scatola con sopra la scritta 'persona strana'. Mi faceva male vedere la gente che scriveva delle cose terribili su di lui, che molestava i bambini e cose simili, mentre invece nessuno aveva uno straccio di prova. Anch'io sono stata accusata di un sacco di cose, quando ho adottato David mi hanno accusata di averlo rapito. Santo cielo, sono cose che fanno male".


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Appunti segreti scritti negli ultimi giorni
07:42
giovedì, 17 settembre 2009


Il ha pubblicato gli degli di vita di Michael Jackson: una serie di “desideri per il mondo” scritti su pezzi di carta che il cantante aveva lasciato sullo specchio del bagno.

Eccone alcuni:

“Sono grato di essere come una calamita per i miracoli”.

“Amore, non violenza! Ricorda la promessa di un futuro meraviglioso”.

“Mettere “We Are The World” nello spettacolo”.

 

 

 

MYSTERIOUS messages written by Michael Jackson in his final hours - revealed today for the first time - show the singer's bizarre state of mind before his drug addiction killed him.

 

The News of the World has uncovered a series of "wishes for the world" which were left on the mirror in the tragic star's cluttered bathroom.

 

On Post-its notes and sheets of paper, they were scribbled as the doomed 50-year-old star tried to focus his mind on the daunting London tour dates ahead through a drug-induced haze.

 

In one the dazed singer even had to remind himself to include one of his BIGGEST HITS in the concerts.

 

Friends believe he was using the messages to gee himself up for rehearsals in the week of his death.

 

One said: "These notes show that Michael was positive until the last - but also what a mess his mind must have been as he fought to keep it all together towards the end."

 

NOTE NUMBER ONE: Stuck on the right of his gold-framed mirror with wall-mounted chandeliers either side, it read:

 

"I am so grateful that I am a magnet for miracles."

 

Pals believe it shows that Jacko was already trying to seek help for his prescription drugs addiction.

 

The "magnet for miracles" phrase is used in US self-help programmes for recovering alcoholics to give them back self-esteem.

 

US author and talk show host Dr Joan Hangarter - who coined the phrase and wrote a book called The Miracle Makers Club - believes the more you say it to yourself the better your chances of making things go your way.

 

NOTE NUMBER TWO: Pinned to the bottom of the mirror where Jackson could see it as he made himself up, a message in large handwriting read: "Love, no violence ever!"

 

And underneath, in smaller handwriting, he had added:

 

"Remember a beautiful future promise of tomorrow."

 

A friend of Jacko told us: "I think this reveals how positive Michael was until the last. He was such a sweet natured man who saw the good in everyone.

 

"The note about a beautiful future is especially sad as it shows how he was looking forward to a successful, happy life."

 

NOTE NUMBER THREE: An astonishing reminder is stuck above the "beautiful future" message on a sticky yellow post-it. It reads:

 

"Do We Are The World in show".

 

That's - a reference to the smash-hit charity single he recorded with 60-year-old soul legend Lionel Ritchie in 1985.

 

NOTE NUMBER FOUR: "Call Temperton" is scrawled on a blue Post-it note - referring to British songwriter and producer Rod Temperton, 62, who co-wrote several Jackson songs including Thriller and Rock With You.

 

Also in the bathroom is a business card for his business manager Dr Tohme Tohme to remind him of his phone number.

 

Our source said the last two notes revealed Jackson's frail state of mind.

 

"It's worrying that he had to write reminders about things as obvious as these while he was rehearsing for his tour. And he would have had Dr Thome's number in his phone - so why would he need the card?" said the source.

 

"But the drugs he was taking obviously had a huge impact on his mind and memory."

 

Near the mirror lay drawings he had been sent by a fan. And to one side was his electric razor, still plugged in, near a vase of white flowers.

 

Post-it notes previously uncovered in his bedroom reflected Jacko's obsession with children. Stuck to a TV and an ornament by the bed, one read: "Children are sweet." Another said: "Children are innocent."

 

Near the bathroom is the guest bedroom where Jacko's personal physician Dr Conrad Murray spent up to 25 minutes trying to resuscitate him - first on the bed, then on the rug-covered wooden floor - after the star was taken ill.

 

The revelation of the notes follows our bombshell picture of Jacko on his deathbed at the rented mansion in North Carolwood Drive, Los Angeles.

 

The star was buried in Forest Lawn Cemetery in Glendale, California, in an evening funeral for close family on September 3.

 

And we can reveal that his Neverland ranch is set to be be turned into a Graceland-style memorial to him - even without his body - while the rest of the 2,800 acre grounds are carved up into separate plots to build exclusive new homes.

 

Jacko's brother Jermaine is determined the plan should go ahead despite resistance from the rest of the family who want to ditch the place that was the scene of Jacko's child abuse cases.

 

Jermaine also hopes to have an eternal flame burning there - inspired by John F Kennedy's grave in Arlington Cemetery in Washington.

 

A source close to the Jacksons said: "Jermaine is not giving up on the Neverland idea. It will have to a lot smaller than the original idea of using the whole site for tourists.

 

"At the moment plans are on the table to sell off the ranch in plots, and turn them into a luxury community."

 

"In the past residents have sneered at a Graceland for Michael as the roads in the area are not equipped to cope with huge traffic loads.

 

But with this plan the roads would be built on the new amended plots, and tourists would be ferried into local towns like Los Olivios and Santa Maria."

 

Bitter Jermaine has been outspoken about his upset at Michael's burial in LA - not Neverland.

 

But he still hopes that the King of Pop could be reburied at Neverland one day.



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Michael Jackson: il trailer di This is it
07:36
giovedì, 17 settembre 2009


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La Sony Pictures Entertainment ieri ha pubblicato il trailer del suo film This is it su Michael Jackson. Il documentario contiene le prove che il Re del pop, morto il 25 giugno scorso ha fatto per il tour che doveva iniziare questa estate a Londra.
Il trailer presenta un Michael Jackson sorridente che ripete la coreografia dei 50 concerti che avrebbe dovuto dare a Londra dal 13 luglio per il suo ritorno sul palco.
Il film uscirà 28 ottobre in molti paesi del mondo per il weekend di Halloween, e rimarrà sullo schermo solo due settimane. I biglietti saranno messi in vendita su Internet dal 27 settembre. il film è stato diretto da Kenny Ortega che era anche regista e partner di Michael Jackson nel concerto This is it. Secondo Ortega gli spettatori potranno vedere un Jackson come non l'avevano mai visto prima, tramite immagini grezze ma potenti che ne evidenziano tutto il suo genio creativo.



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Franco Franchi
09:21
domenica, 06 settembre 2009


Franco Franchi

Franco Franchi, pseudonimo di Francesco Benenato (Palermo, 18 settembre 1928[1]Roma, 9 dicembre 1992), è stato un attore, comico e cantante italiano.

Insieme a Ciccio Ingrassia ha formato una coppia di comici entrata nella storia della cinematografia italiana: Franco e Ciccio.

Giovinezza

Franco Franchi e Antonella Steni nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

Nacque a Palermo nel popolare rione del Capo, in una strada dal nome grottesco, Vicolo delle Api per presto trasferirsi addirittura in Via Terre delle Mosche. Famiglia poverissima del proletariato palermitano, quarto di tredici figli, racconta come egli salasse le pietanze di legumi perché i fratelli e i cugini ne mangiassero meno, ovviamente a suo favore. Non poté completare neanche le elementari poiché dovette iniziare a lavorare con il padre come muratore. I genitori emigrarono in cerca di fortuna e lui restò a Palermo lavorando come artigiano, realizzando icone sacre sui marciapiedi, poi come garzone in pasticceria e facchino alla stazione. Non mancarono momenti nei quali, spinto dall'indigenza, fu costretto a piccoli furti.

Franchi, per sua fortuna, fu sempre attratto dalla recitazione e dalla comicità, arti in cui era incredibilmente dotato. Lo si vedeva girare per la città come banditore, suonando la grancassa ed aggiungendo elementi di comicità alle sue "esibizioni", e questa fu l'occasione per venire notato da Salvatore Polara, un musicista napoletano che nel 1945 lo inserì nel suo gruppo: gli Striscianti. Franchi riceveva uno stipendio di 6 lire a settimana, una paga dignitosa per il tempo.

Questo giovane talento eclettico e clownesco realizzò concerti musicali per le vie, le piazze e per i ristoranti di tutta la Sicilia, nella cosiddetta posteggia, nonché spettacoli comici all'aperto e animazioni per cerimonie come matrimoni e battesimi, occupazione dalla quale nacque il suo primo personaggio, "Ciccio Ferraù". Franchi divenne imitatore di personaggi famosi come Totò, Benito Mussolini ed Adolf Hitler. La sua incredibile mimica facciale, ancora agli inizi, era il suo pezzo forte, fonte di curiosità nel pubblico e in alcuni attori di teatro, che presero da lui degli spunti.

Entrato in un circo, nel 1948, in qualità di tuttofare non riuscì a lavorarvi a lungo. Franchi lasciò anche la compagnia di Polara, che non gli dava più stimoli e rimase nuovamente disoccupato. Ebbe alcuni problemi con la Giustizia per piccoli furti e nel 1950 fu arrestato. Quando uscì andò a lavorare come posteggiatore nel nord Italia e fu militare a Bologna. Al suo ritorno in Sicilia, riprese a fare l'attore. Conobbe e sposò Irene Gallina dalla quale ebbe due figli: Maria Letizia e Massimo. Qui debuttò al teatro Golden di Palermo.

Ciccio Di Magria (Ciccio Ingrassia) e Nicolino Celletti (Franco Franchi) nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

Franco e Ciccio

All'inizio degli anni Cinquanta la vita di Franchi ha una svolta. Francesco Ingrassia detto Ciccio era attore in una compagnia teatrale e veniva regolarmente pagato. Quasi per sbaglio i due si incontrarono per le strade di Palermo e da lì iniziò una lunga collaborazione, che avrebbe dato vita a una coppia definita d'oro per gli incassi altissimi e per il grande successo che ebbe nel pubblico. Realizzarono insieme 132 film. I numeri sono concentrati negli anni sessanta: 1 nel 1960, 6 nel 1961, 7 nel 1962 e 1963, solo nel 1964 ne realizzarono 22! Tutti i loro lavori erano molto apprezzati dal pubblico ma quasi sempre snobbati dalla critica: Franchi, ogni volta che leggeva il commento negativo dei critici sui giornali, rimaneva molto deluso. Nel 1964 i loro film incassarono circa 7 miliardi e 300 milioni (il 10% degli incassi dei film italiani in quell'anno).

Da solo

Desdemona (Laura Betti) e Cassio (Franco Franchi) in Che cosa sono le nuvole? (episodio di Capriccio all'italiana, 1968)

Ciò non deve far pensare che l'amicizia tra Franco e Ciccio fosse stabile: ci furono, e spesso in diretta televisiva, sonore litigate fra i due (storica è rimasta la baruffa in una trasmissione condotta da Raffaella Carrà, ovviamente in diretta). In genere Ciccio accusava Franco di megalomania, mentre Franco rimproverava al compagno una certa arroganza. Il momento di maggior crisi fra i due si ebbe tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta.

Nei periodi di lontananza da Ciccio, Franco continuò ad interpretare lo stesso genere di film, come le parodie Ultimo tango a Zagarolo di Nando Cicero e Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore (entrambi del 1973).

Franco Franchi impersona Paolino Pastorino in Paolo il freddo.

Si occupò anche di satira politico-militaresca nei film Il sergente Rompiglioni di Pier Giorgio Ferretti (sempre del 1973) e Il sergente Rompiglioni diventa... caporale di Mariano Laurenti (1975), nel quale Franco esegue una perfetta imitazione del dittatore tedesco Adolf Hitler.

Fece anche il cantante e nel 1970 prese parte al 18° Festival della Canzone Napoletana, dove si aggiudicò il secondo posto con il brano di Matassa e Gallifuoco "O divorzio", eseguito in abbinamento con Angela Luce. Alla stessa manifestazione propose anche "A mossa", divertentissima canzone di Soricillo, Negri e Forte, interpretata in abbinamento con Mirna Doris.

Incise un LP. Le sue canzoni, melodiche e romantiche, non avevano però nulla a che fare con la sua comicità. Nel 1978 incise addirittura una canzone con Ilona Staller, dal titolo Cappuccetto Rosso[2][3].

Il muro che si era creato tra lui e Ciccio cadde nel 1974, allorché Ingrassia lo scelse per interpretare il suo film Paolo il freddo. C'è infatti da dire che, a differenza di Ciccio, Franco non volle mai fare il regista, non sentendosi portato per questo ruolo.

I motivi del successo

Nel breve periodo in cui fu solo, Franco letteralmente si scatenò, dando vita a giocate mimiche superbe e smorfie facciali che furono apprezzate soprattutto dai giovanissimi. In breve tempo, Franco divenne l'erede di Totò.

Gli ultimi anni

Margaret Lee e Franco Franchi nel film Due mattacchioni al Moulin Rouge (1964)

Negli anni Ottanta Franco Franchi cambiò completamente registro: ridusse notevolmente la sua presenza al cinema e volle impegnarsi anche in film drammatici o "di alto livello intellettuale". Nel 1984 apparve in Kaos, dei Fratelli Taviani, anche in tal caso in coppia con Ciccio Ingrassia e nel 1987 ebbe una parte in Tango blu di Alberto Bevilacqua, film tratto da un romanzo dello stesso regista parmense.

In quegli anni iniziò a lavorare per la Fininvest con Ciccio. Si dice che i contatti tra il duo e la televisione privata furono propiziati dall'ammirazione che Silvio Berlusconi provava per loro. Il critico Tatti Sanguineti, alla presentazione di Come inguaiammo il cinema italiano, dichiarò che in quel periodo Franco e Berlusconi collaborarono nello scrivere i testi di alcune canzoni, che sarebbero state usate dalla coppia in alcuni spettacoli e successivamente dal futuro premier e Mariano Apicella.[4]

Il maxiprocesso quater

« Ero un eroe dei bambini, adesso sono un mostro da sbattere in prima pagina »
(Franco Franchi, 1989)

Nel 1989, Giovanni Falcone gli inviò un avviso di garanzia nell'ambito dell'inchiesta che avrebbe portato al cosiddetto maxiprocesso quater: Franco Franchi era accusato di associazione mafiosa.[5] Tra gli imputati (poi condannati nel 1999), figurava anche Salvatore Lo Piccolo.[6]. I maggiori quotidiani tuttavia non enfatizzarono l'argomento. La Repubblica ad esempio, riportò la notizia nelle pagine interne, in taglio basso. Nonostante il proscioglimento, l'attore uscì molto provato.

La lunga malattia

In molti speravano che Franco potesse finalmente recitare in film "colti", prendendosi una bella rivincita nei confronti della critica. Non potremo mai sapere se questo progetto si sarebbe realizzato in futuro, perché le sue condizioni di salute iniziarono lentamente ma inesorabilmente a peggiorare.

Durante il programma Grand Hotel, a causa di un malore di Ciccio, Franco aveva dovuto lavorare per cinque puntate con l'attore Giampiero Ingrassia, figlio di Ciccio, che sostituì il padre sino al suo rientro nelle ultime puntate.

Nel luglio del 1992, a Napoli, durante le registrazioni del varietà di Raitre Avanspettacolo è Franchi a dover lasciare, a causa di un attacco cardiaco con immediato ricovero all'ospedale San Paolo. Ciccio fu costretto a lavorare da solo, anche se il duo aveva già registrato alcuni sketch usati poi per il programma. Franco, stanco e malato di cirrosi epatica, rientrerà solo nell'ultima puntata. Quasi privo di voce giustificherà questo ritardo dicendo: "Sono stato in paradiso ma non mi hanno voluto", per poi congedarsi definitivamente dalle scene chiedendo un applauso "a quanti ci hanno voluto bene".

La morte lo colse il 9 dicembre 1992 a Roma, presso la clinica Villa Flaminia, dove era stato più volte ricoverato durante la grave malattia al fegato: la notizia fu accolta con grande tristezza e commozione da milioni di persone, cui egli aveva regalato la gioia di un sorriso. La sua naturale simpatia e la brillantezza del suo genio creativo lo avevano ormai reso familiare ad ogni famiglia italiana. Narrano i giornali che le genti del "Bel Paese" appresero la notizia della sua scomparsa come se fosse deceduto un parente. Al suo funerale parteciparono migliaia di persone, tutte unite nel ricordare quel gran genio di Franco.

  « Immagino ora di trovarmi in un film, nella scena del funerale di Franco e ad un tratto il regista dice Stop!. Purtroppo questo non è un film. »
(Ciccio Ingrassia al funerale di Franchi, 1992)

Alla sua memoria (e a quella di Ciccio Ingrassia, scomparso nel 2003) è dedicato il film Come inguaiammo il cinema italiano, girato nel 2004 sotto la direzione di Daniele Ciprì e Franco Maresco.

Riposa nel cimitero "Ai rotoli" di Palermo.

Filmografia completa

Questa è la lista di tutte le apparizioni cinematografiche di Franco Franchi, con l'aggiunta dei documentari e dei film tv.[7]

Film da solo



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